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da Est a Ovest nel centro storico
Itinerario nel centro storico da EST ad OVEST lungo Corso Alfieri
ultimo aggiornamento: 29/07/2010
clicca sulla mappa per ingrandirla e rimpicciolirla
Segui l'itinerario sulla mappa: partendo da Est, in Piazza primo maggio, si prosegue lungo Corso Alfieri con alcune deviazioni fino ad arrivare alla Torre Rossa
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Quando:
09/10/2010-05/12/2010 ![]() |
Piazza triangolare, chiusa su tre lati da palazzi porticati, con al centro la statua commemorativa del famoso poeta e drammaturgo
Vittorio Alfieri. |
Dove:
P.za Alfieri 29 (Palazzo della Provincia), Corso Alfieri 357 (Palazzo Mazzetti), tel. +39.0141.530.357 / 403, www.astiturismo.it ![]() |
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Dove: Via al Teatro 1. Ufficio stampa tel. +39. 0141.399.035, Biglietteria tel. +39. 011.399.057/32 (Sala Pastrone. tel. +39.0141.399.057), www.comune.asti.it Progettato da Domenico Svanascini, l’Alfieri fu destinato a sostituire il Teatro Vecchio che venne abbattuto in seguito al sorgere di questa grande struttura. Inaugurato nel 1860, il nuovo teatro svolse per oltre un secolo la funzione del Teatro Civico. Le decorazioni interne appartengono alla mano di Francesco Gonin. |
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Palazzo del Podesta Dove: Via dei Cappellai, angolo Via S. Incisa (alle spalle
di San Secondo) ![]() |
Se vuoi proseguire in Piazza Statuto, segui l'itinerario Verso Sud
Dove: P.za Medici 6, angolo Via Hope
Quando: da aprile a ottobre, sabato e domenica 10-13, 16-19, altri giorni su prenotazione, tel. +39. 0141.399.489 / 466; 2,10€
(2010)
Torre civica appartenente alla famiglia ghibellina Troya che possedeva "casane" in Svizzera. E' detta "Torre dell'orologio" perchè fu donata al Comune da
Emanuele Filiberto di Savoia come sede del civico orologio che segnava l'ora ufficiale degli atti pubblici. Alta 44 metri, è una delle più imponenti e meglio conservate torri medioevali del
Piemonte; dalla sua cima si può ammirare uno stupendo panorama della città.
A Settembre, in occasione della , il Comune organizza alcuni aperitivi. Caratteristiche le eleganti bifore gotiche del dodicesimo e quattordicesimo secolo.
Nella Piazza si trova la Fontana dell'Acquedotto, Tipico esempio di statuaria
Liberty, opera di Materno Giribaldi, fu collocata nel 1908 a celebrazione della costruzione dell’acquedotto municipale.

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Dove: Via Ottolenghi 8, già contrada di San Bernardino |
Dove: C.so Alfieri 328
Una delle due torri, insieme a quella Troiana, rimaste integre dalla loro costruzione risalente al tredicesimo secolo. Alta 38 metri, nel diciannovesimo secolo
è stata inglobata nel Palazzo neo-gotico che si affaccia su Piazza Roma - Questa Piazza è stata ricavata dalla demolizione della chiesa e del convento di San Bernardino.
Le case che sorgevano dove oggi ci sono i giardinetti delimitavano il limite fra il mercato del Santo e quello del Duomo. Alcuni resti di queste costruzioni sono conservati nel palazzo d’angolo con Via Balbo.
La Torre fu usata anche per diversi secoli come postazione di comando per la corsa del Palio che si svolgeva nel percorso "alla lunga" in Contrada Maestra
Dove: C.so Alfieri 350
Quando: visitabile, previo avviso al tel. +39.0141.399.050 / 417, dal lunerdì al venerdì 8-14, martedì e giovedì anche 15.30-18.30
È uno dei palazzi barocchi più prestigiosi della città. Anticamente denominato Palazzo Gabutti, è difficile indicarne la costruzione.
Si sa con certezza che agli inizi del XVIII secolo era diviso in due palazzi contigui, uno della famiglia del Conte Carlo Gabutti di Bestagno e l’altra della famiglia Ramelli di Celle.
Nella seconda metà del 1700 il conte Giuseppe Antonio Gabutti acquistò anche l’altra parte e diede incarico, nel 1754 all'architetto Benedetto Alfieri, di modificare le costruzioni in un unico palazzo.
Il 19 maggio 1815, dopo la caduta di Napoleone Bonaparte, vi sostò papa Pio VII, trasferendosi da Torino a Roma. La camera in cui alloggiò è ancora oggi definita camera papale.
Palazzo Ottolenghi fu per anni la sede del palco delle autorità ed il punto di arrivo della storica Corsa del Palio di Asti.
La tribuna, oltre ad essere riservata al Podestà, con i deputati della festa, comprendeva anche un messo comunale che aveva l'incarico di sporgere il Palio, da permettere al primo fantino arrivato di poterlo toccare,
per sancire la legittimità della vittoria.
Nel 1851 il palazzo venne acquistato da Jacob Sanson, ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia, appartenente ad una delle famiglie ebraiche all’epoca più influenti di Asti, gli Ottolenghi, che lo rimodernò in stile impero, sostituendo anche l’arredamento con lo stile Napoleone III.
Nel 1932 la famiglia Ottolenghi lo donò alla città di Asti e per qualche anno fu sede della Prefettura.
La costruzione attuale cinge le due corti preesistenti. La facciata su Corso Alfieri, tipica alfieriana, è costituita da una fila di colonne che sembrano dividere il palazzo in cinque parti, quattro delle quali sono sovrastate da tre finestre ciascuna, mentre in quella centrale c’è l’ingresso con l’antico portone sovrastato da un balcone su cui si affaccia una porta-finestra sormontata da un timpano a volute, simile a quello di Palazzo Alfieri.
Di notevole interesse le "sovrapporte" del Gonin ed alcune su tela, sono ancora esposte nel salone di rappresentenza: Susanna e i vecchioni attribuita a Giovanni Busi detto “Il Cairani”,
La Morte dei Figli di Niobe, anonimo, della metà dell’ Ottocento.
Sede della
Douja della Barbera
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Dove: C.so Alfieri 357
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Dove: Via Giobert, angolo Via Carducci
All’angolo dell’isolato delle scuole sono stati conservati i resti della torre Solaro, originaria del quattordicesimo secolo. Questa potente famiglia apparteneva alla fazione guelfa e possedeva diverse “casane” in tutta Europa.
Lapidario e Cripta di Sant'Anastasio
Dove: C.so Alfieri 365/A
Quando: da martedì a domenica 10-13, 15-18 (16-19 da aprile ad ottobre); 2,50€ (2008), tel. +39.0141.437.454 / 399.489
Sito archeologico: Nascosti nelle fondamenta del palazzo delle Scuole (1907), troviamo alcuni notevoli
resti romanici facenti parte di antiche costruzioni religiose. Originariamente tutto l’isolato era occupato dal Monastero delle monache Benedettine, fondato nel VIII Secolo. I resti oggi visibili nascono come struttura a pianta centrale che, nel dodicesimo secolo, sono trasformati nella Cripta rettangolare sottostante la chiesa romanica di
S. Anastasio. Nella parte più antica della Cripta troviamo alcune colonne marmoree di recupero di
età romana e nelle fondamenta e inglobato un settore di muro anch’esso romano. Nel diciassettesimo secolo la chiesa fu demolita per costruirne una nuova di fattezze
barocche; anch’essa abbattuta per far posto all’attuale palazzo. Nei locali che conservano gli antiche resti c’è oggi la Sede del
Museo Lapidario Medioevale, notevoli le raccolte dei
capitelli romanici della chiesa di S. Anastasio e degli
stemmi delle famiglie astigiane.
Torre De Regibus o dei Tre Re
Dove: Via Roero, angolo C.so Alfieri
Tutta l'area circostante la torre, apparteneva alla famiglia Re o De Regibus. L'architettura della torre, di stile gotico, permette di ipotizzarne un'origine nel Duecento.
Nel medioevo la torre era descritta come "rotonda" ed è infatti l'unico esempio di torre di forma ottagonale esistente in città.
In origine la torre si dipartiva in una canna liscia, per terminare con tre piani modulari, delimitati da marcapiani in pietra arenaria, ognuno con quattro finestre a bifora, molto simili alla Torre Troyana.
In cima terminava con una merlatura ghibellina. È oggi alta circa 27 m, a causa dell'abbassamento subito nel Settecento, con l'abbattimento di tre dei nove piani esistenti.
La torre apparteneva ad un complesso difensivo più articolato per la presenza di altre due torri. Una torre detta di Uberto De Regibus (o Torre Quartero),
oggi abbassata al piano dei tetti circostanti, e l'altra, scomparsa, più piccola e descritta nel 1589 come "torretta". L'area per tale motivo ancora oggi è definita l'angolo dei tre Re.
Dove: C.so Alfieri 375 |
Biblioteca Consorziale Astense Dove: C.so Alfieri 375, angolo Via Goltieri,
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Palazzo Zoya
Dove: Via Carducci 65
Originaria Casa-forte della famiglia Zoya, questo Palazzo è stato parzialmente ristrutturato tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo. Della struttura medioevale rimangono le volte nei saloni dell’interrato, dove si svolgeva l’attività mercantile e di deposito merci. Nelle sale superiori sono ancora visibili dei soffitti a cassettoni e delle decorazioni a grottesche tipiche del sedicesimo secolo, verso il cortile interno si affaccia un bel loggiato. Il Palazzo è oggi proprietà privata non visitabile.

Dove:
P.za della Cattedrale |
![]() Palazzo dei Conti Amico di Castell'Alfero Dove: P.za della Cattedrale 2 |
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Dove: Via Cardinal Massaia 5
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. Centro Studi sui Lombardi e sul Credito nel Medioevo tel. +39.0141.538.770,
centrostudilombardi@comune.asti.it |

Complesso dell’Opera Pia Michelerio (ex Monastero del Gesù delle Clarisse Osservanti)
Dove: C.so Alfieri 381
La fondazione di questo complesso risale al 1524, per volontà della nobile famiglia astigiana dei
Guttuari, su progetto di Vincenzo Seregno, ingegnere della
Fabbrica del Duomo di Milano. Negli anni successivi nobili devoti del monastero arricchirono l’edificio ed in particolare il canonico della cattedrale
Alfonso Asinari nel 1612 per disposizione testamentaria commissionò le pitture della cappella della chiesa dedicata alla Natività di Nostro Signore. Nella seconda metà del settecento l’edificio delle monache fu ampliato ad opera dell’architetto
Giovanni Maria Molino, senza alterare le forme cinquecentesche del cortile del loggiato. Quest’ultimo a due ordini di arcate compartite da pilastri è considerato,
insieme al chiostro dei canonici Lateranensi di Santa Maria Nuova, il capolavoro dell’architettura del
Cinquecento ad Asti. Della chiesa rimangono visibili da Via Carducci l’abside e la facciata in cotto a due ordini sovrapposti ritmati da lesene, coronate dal frontone triangolare. L’interno oggi suddiviso in due piani, conserva il grande affresco raffigurante la Gloria del Paradiso, opera di
Gian Carlo Aliberti (1670-1727), figura di spicco dell’arte
barocca astigiana. Nel settembre 1802, in seguito alla soppressione dei monasteri imposta dalle autorità francesi occupanti, il complesso passò al Demanio Nazionale. Acquistato dal canonico
Cerruti grazie alla beneficenza di Clara Michelerio, dal 1862 diventa sede dell’Opera Pia Michelerio. Questo istituto aveva lo scopo di accogliere ed ospitare gli
orfani di Asti e del suo circondario, allevarli cristianamente ed insegnare loro un mestiere. L’Opera Pia Michelerio cessa l’attività nel 1971 e nel 1992 mette in vendita l’immobile, ormai in condizioni di abbandono e degrado. Completamente ristrutturato, è oggi diventato un vitale complesso architettonico, polo di attività commerciali e culturali. In via di realizzazione il
Museo Paleontologico della Regione Piemonte nella ex Chiesa del Gesù e locali attigui ed il parcheggio multipiano nella zona prospiciente Piazza Cairoli.
A
Maggio è sede di
Dove: Via Varrone 30
Quando: Solo su prenotazione tel. +39.0141.399.489 / 437.454
Sito archeologico costituito dai resti di una casa romana patrizia: alcuni frammenti di affresco su intonaco ed un ampio mosaico policromo, una decorazione marmorea, alcuni laterizi ed alcune parti di un impianto termico. Nello scavo sono stati ritrovati anche alcuni muri di fondazioni medioevali che si intersecano con l’edificio romano. Tipico della costruzione originaria è l’orientamento dei muri, perpendicolare al tracciato del
decumano romano, la Via Fulvia oggi
Corso Alfieri.
Di fronte troviamo l’antico monastero delle Clarisse, tipico esempio di architettura cinquecentesca decorato internamente da alcuni affreschi di Giovan Carlo Aliberti nel diciottesimo secolo
Dove: Corso Alfieri 424
Costruita in epoca augustea, tra il primo secolo avanti Cristo e il primo secolo dopo Cristo, con una pianta a
sedici lati, in epoca romanica (dodicesimo secolo) fu sopraelevata di due piani sopra la prima cornice. Attraverso un raccordo ad arcate ed una torre gemella al suo fianco, costituiva l’antica porta occidentale della città; nei secoli successivi fu utilizzata come campanile per l’originaria chiesa romanica di
santa Caterina. Deve il suo nome ad una famiglia che, per un certo periodo, ne ebbe la proprietà: i
De Rubeis (Rossi). Narra la leggenda che nella cella sotterranea, oggi murata,
S. Secondo vi avrebbe trascorso la prigionia in attesa del martirio
da Est a Ovest
verso Sud
ad Ovest
a Nord
Serie InContemporanea
08/05/2010 30/09/2010
Museo Diocesano della Cattedrale
09/05/2010 24/10/2010
Cinema Cinema
30/07/2010 05/09/2010
Notte d'Organo
06/08/2010 27/08/2010
Mercatino dell'Antiquariato
22/08/2010
Non arrossire
03/09/2010
Giornata Europea della Cultura Ebraica - Asti
05/09/2010
gli Itinerari di Castelli Aperti: Asti barocca
05/09/2010
MAESTRO DEL PALIO Ugo Scassa
09/09/2010
Festival delle Sagre
10/09/2010 12/09/2010
Douja d’Or
10/09/2010 19/09/2010
Agroarte (prodotti biologici)
11/09/2010
Asti, prodotti, gusti e sapori
12/09/2010
Palio degli Sbandieratori
16/09/2010
Palio di Asti
19/09/2010




A.T.L. Astiturismo

Chiesa di San Martino



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(prenota online, paga in albergo)
I laboratori della Gipsoteca Monteverde per adulti e bambini






