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le Ricette
le Ricette tradizionali di
Langhe, Monferrato e Roero
ultimo aggiornamento: 09/03/2010
Gran Bollito Misto alla Piemontese
Secondo la ricetta originale dell’Accademia Italiana della Cucina, chiamata del Grande Bollito Storico Risorgimentale Piemontese (quello di Vittorio Emanuele II) il Bollito si compone di 7 Tagli: groppa o capocollo o tenerone, gamba o stinco, pancia o scaramella o biancostato o grasso- magro, culatta, cappello da prete o «arrosto della vena» o sottopaletta, punta col suo fiocco, infine la Rolata «copertina di petto arrotolata e legata su un ripieno di lardo o prosciutto, salame cotto, due uova e una carota intere, erbe aromatiche e pepe, che viene poi tagliata a fette». In pentole diverse si cuociono invece i 7 ammennicoli od ornamenti: la Testina «completa di musetto, orecchio ed occhio, bocconi del buongustaio», la Lingua, lo Zampino, la Coda «è buonissima, inoltre fa il brodo gustoso e perfetto», la Gallina, il Cotechino e la Lonza «una copertina di petto grassa arrotolata sui suoi aromi, e arrostita a fuoco forte, unico pezzo arrosto che fa parte del Bollito!»....
Agnolotto Gobbo
Ecco la ricetta ufficiale per la preparazione del " Gobbo " depositata al Comune di Asti per l'ottenimento della De. Co. Denominazione Comunale d'origine alla quale, coloro che vorranno fregiarsi del logo, dovranno scrupolosamente attenersi....
Cognà (mostarda d'uva)
Da servire con un assortimento di formaggi piuttosto raffinati. Ha una consistenza piuttosto densa, simile a quella di una confettura, una colorazione scura ed un sapore dolce. E' costituita da mosto d'uva cotto, cui è aggiunta frutta di stagione quale mele cotogne, zucca, pere, fichi, prugne, noci, nocciole tostate, scorza d'arancia e di limone. Le uve più comunemente utilizzate per il mosto sono barbera, dolcetto, nebbiolo e moscato....
Torta di Castagne
Tratto da "Monferrato Mio!, ricette tradizionale della Val Rilate" di Elisabeth Toni Hilton, Paolo Ferrero e Leonardo Tessiore, diffusione immagine editore...
Bagna Cauda
Molte località piemontesi si contendono la paternità di questo emblema della gastronomia regionale, ma in realtà nasce nella notte dei tempi sulle coste della Provenza, con il nome di "Anchoiade". Furono senza dubbio i mercanti astigiani medievali, durante le loro spedizioni per rifornirsi di sale e acciughe, a conoscerla e a introdurne l'uso in patria, diffondendolo poi in tutta la vasta area dei loro commerci (tutto il Piemonte meridionale e nord-occidentale). L'antica ricetta provenzale, fatta propria dai contadini astigiani, fu poi adattata agli usi ed alle risorse del territorio, in particolare con l'impiego degli ortaggi che erano alla base dell'alimentazione povera. Cibo rurale e popolare, a lungo aborrito dalle classi superiori per l'invadente presenza dell'aglio, ha lasciato pochissime tracce di sé nei testi gastronomici piemontesi, e solo nel 1875 il romanziere Roberto Sacchetti descrive a Montechiaro d'Asti la “Bagna Caòda” come la conosciamo ancora oggi. Nel mondo contadino questo non è considerato un piatto povero della quotidianità: è quello della fraternità e dell'allegria, preparato per celebrare momenti di vita collettiva gioiosi, come ad esempio il termine della vendemmia...
Bunèt
Il “Bunèt” è un caratteristico budino dolce fatto con amaretti, cacao, uova e caramello...
Insalata di Carne Cruda
Terrina di trippa in Salsa Senape
Risotto con salsiccia e broccoli
Agliata Verde Monferrina
Fiori di Zucchini Ripieni

I laboratori della Gipsoteca Monteverde per adulti e bambini





