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Sentiero delle cinque Torri

Indirizzo: Monastero Bormida

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Segnaletica: rombo e losanga di colore giallo e frecce in legno nei bivi principali
Lunghezza: 31 km
Tempo di percorrenza: 8-9 ore

Il sentiero del Giro delle cinque Torri si volge interamente sui crinali della Langa Astigiana, nei comuni di Monastero Bormida, Bubbio, San Giorgio Scarampi, Olmo Gentile e Roccaverano nella Comunità Montana della Langa Astigiana – Valle Bormida, aspra e dolce, selvaggia e coltivata, ricca di storia, monumenti, flora e fauna.
Percorso ad anello che partendo da Monastero Bormida collega le torri medioevali di Monastero Bormida, San Giorgio Scarampi, Olmo Gentile, Roccaverano, Vengore. Durante il percorso sono visibili anche le torri di Perletto, Denice e Castelletto d’Erro. Tutte queste torri costituivano la linea di difesa della Marca dei Marchesi del Carretto, che in quei tempi controllavano buona parte delle Langhe e dell’Appenino Ligure contro le invasioni saracene.

Il sentiero è percorribile in qualsiasi stagione dell’anno, anche se per il caldo non sono consigliabili i mesi di luglio e agosto; le stagioni migliori per la natura e i colori sono la primavera e l’autunno.

Si percorrono strade in parte asfaltate, bianche, carrarecce, sentieri nei boschi e nei prati; è percorribile anche in mountan-bike con l’esclusione di brevi tratti nei boschi ove occorre trasportare la bici in spalla. L’abbigliamento deve essere consono alla stagione: sono consigliabili gli scarponcini da trekking. Il tempo di percorrenza per buoni camminatori è di 7 – 8 ore, ma il percorso può essere comodamente spezzato in due giorni con sosta e pernottamento a Roccaverano. Poiché il sentiero sovente interseca o fiancheggia le strade asfaltate può anche essere percorso a tratti in tempi diversi, utilizzando l’auto per portarsi in prossimità del tratto che si vuole percorrere. I dislivelli complessivi dell’intero percorso sono di circa 1.100 metri in salita e altrettanto in discesa, la quota varia tra i 200 e gli 800 metri s.l.m., il punto più alto è la torre di Roccaverano. Poiché il percorso si snoda principalmente sui crinali, non si trovano sorgenti o fonti d’acqua, ma in compenso si possono incontrare caprioli e daini e, nelle belle giornate, la vista spazia su buona parte dell’arco appenninico e alpino, dal Monte Beigua alle Alpi Liguri, Alpi Marittime, Monviso, Alpi Cozie e Graie, Monte Bianco, Cervino, Gruppo del Rosa, Alpi Pennine.
Il sentiero è percorribile in tutti e due i sensi di marcia ma il giro classico delle 5 torri è con partenza e arrivo a Monastero Bormida, via San Giorgio Scarampi, Olmo Gentile, Roccaverano, Vengore, Garroni, Santa Libera.

1° tappa – Monastero / San Giorgio Scarampi km 12
I primi segnavia (rombo e logo gialli) si trovano a Monastero Bormida, dopo aver attraversato il bel ponte medioevale a 4 arcate, con cappella centrale, all’incrocio immediatamente successivo, si prende a destra sulla strada provinciale per Roccaverano, si oltrepassa il cimitero e si lascia alla propria sinistra la capelletta di Sant’Orsola e successivamente la chiesetta di San Rocco. Giunti a metà di un rettilineo, a fronte di una cascina, si abbandona la strada asfaltata prendendo a destra una strada sterrata che porta al guado sul torrente Tatorba (Nel caso non fosse possibile guadare il torrente, si può procedere ancora per cento metri sulla strada provinciale e prendere a destra la prima strada asfaltata, si svolta sempre a destra e percorrendo due ponticelli ci si ritrova su una sterrata che, fiancheggiando il torrente, Vi porta dall’altro lato del guado prima descritto).
Di fronte al guado si prende la stradina che sale a un gruppo di case, oltrepassate le quali, seguendo le tacche gialle si continua a salire verso la sommità della collina, ci s’inoltra nel bosco per una stradina pianeggiante a destra, che si abbandona poi a sinistra, per salire tra gli alberi fino al crinale boscoso, che si percorre verso sud in direzione della cima del Bric del Moro. Si costeggia un campo e ci s’inoltra nel bosco sotto la cima del Bric del Moro (in cima resti di costruzioni di legno). Proseguendo sul sentiero nel bosco di roveri, sul versante della collina verso la Tatorba, si giunge a un colletto da dove si vede un profondo vallone che quasi divide la collina; qui seguendo una stradina forestale, e poi per una costa, si scende verso i ruderi di una casa, che si lasciano alla propria sinistra per proseguire su sterrata quasi pianeggiante che fiancheggia una vigna sottostante. Si percorre successivamente un tratto di sentiero che costeggia il profondo vallone del Riané, per giungere su una stradina asfaltata dove si svolta a sinistra e si cammina in salita tra campi, vigneti, noccioleti e cascine. Giunti al bivio per Madonna della Neve si prende a sinistra e si prosegue per strada asfaltata in leggera salita, successivamente, prima di una curva a destra che porta ad una cascina, si abbandona la strada asfaltata per salire a destra lungo un pendio erboso fino ad uno stradello che, percorso il crinale, immette in altra stradina asfaltata che s’imbocca sempre svoltando a sinistra e che si percorre fino a un gruppo di case dopo un tornante. A sinistra della prima casa si imbocca un sentiero che, in discesa porta nel bosco ove, attraversato un piccolo ruscell, si risale sempre nel bosco e si percorre una stradina forestale in salita che porta a incrociare una strada asfaltata, ove si svolta nuovamente a sinistra per Regione Bertonasco – Galli. Si percorre la strada asfaltata attraversando un gruppo di case (Case Galli). A sinistra, sulla Langa di fronte, si può vedere Roccaverano, la Torre di Vengore e la chiesa di San Giovanni, mentre nella valle Bormida di Cortemilia alla propria destra, si vedono i paesi di Cessole e Vesime, e di fronte si staglia la possente torre di San Giorgio. Sul lato destro della strada si possono ammirare bei muri a secco in pietra arenaria di Langa. Dopo una leggera discesa si giunge a una cappella in pietra con porticato (Cappella Galli), si passa sotto il porticato e ci s’immette a sinistra su una strada inghiaiata che procede sul crinale. Quando la strada diventata asfaltata la si percorre ancora per pochi metri e poi  la si lascia per salire a destra lungo l’antica mulattiera che porta al paese di San Giorgio. (circa 3 ore da Monastero Bormida)

2° tappa – San Giorgio / Olmo Gentile km 5
Ammirata la bella torre quadrangolare in pietra, si attraversa il paese di San Giorgio Scarampi composto di poche case in pietra e due chiese, e si scende sul lato opposto con la bella vista, sulla destra, della torre di Perletto, con a fronte la torre di Olmo Gentile. Scendendo si giunge ad un’area di sosta attrezzata con tettoia, presso una bella chiesetta di stile barocco, tutta in pietra locale (compreso il tetto). Si percorre un tratto della  strada provinciale per Roccaverano, poi la si lascia per salire a destra sul crinale, che si percorre fino a che si riscende sulla strada provinciale, la si attraversa e si prosegue per strada forestale sulla sinistra. Questa strada forestale, sovente fangosa, in bosco di castagni; porta ad un breve tratto tra i prati , che dopo aver attraversato si risale nel bosco verso il crinale ove si trova un deposito dell’acquedotto. Si prosegue sul crinale, s’incrocia una strada inghiaiata che si attraversa proseguendo il cammino su un bel crinale, con a destra la vista di Olmo Gentile e a sinistra di Roccaverano, fino a raggiungere la sommità ove si erge una grande croce eretta in memoria delle vittime dell’attentato alle due torri di N.Y. dell’11/9/2001. Oltrepassata la croce si scende sulla strada provinciale, che s’imbocca a destra e che si percorre per un centinaio di metri in discesa, per svoltare poi a sinistra (presso una palina dell’ippovia) su stradina erbosa. La stradina diventa un sentiero che attraversa un campo, per poi diventare mulattiera che conduce in discesa a un deposito dell’acquedotto; e successivamente per strada asfaltata si giunge a una chiesetta in pietra, ove ci s’immette nella provinciale che porta a Olmo Gentile. (San Giorgio Scarampi – Olmo Gentile ore 1,15 / progressivo ore 4,15)

3° tappa – Olmo Gentile / Roccaverano km 3
Visitata la torre e ammirato il castello, ora trasformato in centro congressi, si ritorna sui propri passi e, dopo la chiesetta fuori Olmo, si svolta a destra per la stradina asfaltata. Giunti al deposito dell’acquedotto, si prende a destra dello stesso e si risale la collina per un sentierino nel bosco fino a immettersi su una vecchia strada sterrata. Si continua a salire, con alla propria destra, prima un bosco di roveri, poi una staccionata fino a raggiungere il crinale ove svoltando a sinistra ci s’immette sulla strada provinciale Roccaverano – Serole. Si percorre la strada verso Roccaverano. Dopo pochi metri, se si vuole evitare l’asfalto si può procedere a sinistra sulle tracce della vecchia strada, passando accanto a una diroccata casa in pietra, per poi rimettersi sulla strada asfaltata presso il deposito dei cantonieri. Giunti all’incrocio con la strada provinciale Roccaverano – San Giorgio S., si svolta a destra e si scende sulla provinciale fino al successivo bivio, dove si svolta a sinistra. Seguendo i segnavia gialli si sale nel bel paese di Roccaverano, tra le case in pietra arenaria. Salendo una scala in pietra si può vedere alla propria sinistra un muretto interamente ricoperto di sassifraga. Si giunge nella bella piazzetta, delimitata dalla bellissima chiesa in pietra intagliata e scolpita, del XIV secolo su disegno bramantesco (si consiglia di visitare l’interno, la chiesa è sempre aperta), con a fronte i resti del castello (finestre con bifore in pietra) e la bella torre circolare in pietra.  Si possono richiedere presso il bar della Pro-loco (sulla stessa piazza) le chiavi per salire sulla torre. (ore 0,45 da Olmo Gentile – progressivo ore 5)

4° tappa – Roccaverano / Vengore km 3
Roccaverano è il punto più alto del percorso, dalla cima della sua torre lo sguardo spazia libero (a 360 gradi) su tutto l’orizzonte, con una splendida vista sulle Langhe e sulle valli della Bormida di Cortemila e della Bormida di Spigno, con il paesaggio fatto di boschi, prati, campi, fasce, e calanchi di argilla grigia. Da questo punto si possono vedere le varie torri che costituivano la linea di difesa.
Dalla piazza di Roccaverano, prendendo un vicolo sul lato destro della chiesa, si scende tra le antiche case in pietra, si passa sotto un voltone e ci s’immette sulla strada provinciale. Pochi metri dopo, per evitare un tornante, si svolta a destra e si scende per una ripida stradina asfaltata che s’immette nuovamente sulla strada provinciale per Mombaldone, ove si prosegue in discesa. Sulla sinistra, sotto la scarpata vedere bella cappella votiva in pietra della Famiglia Bruno, la stessa che fece erigere la chiesa. Per evitare due tornanti si può tagliare per un sentierino. Continuando per la strada provinciale si giunge alla frazione di San Giovanni ove sorge una bella chiesa di origine romanica, con all’interno un bel ciclo di affreschi.  Da notare anche il bel campanile in pietra, sotto il quale si estende un piccolo cimitero con le tombe sparse per il prato, che ricorda i cimiteri irlandesi. Dopo il cimitero, per evitare l’asfalto, si può procedere per un sentiero nel boschetto presente sul lato destro della strada. Giunti al bivio per Denice, si prende la strada in salita a sinistra e dopo un centinaio di metri, a un bivio con due stradine asfaltate, si lascia la strada asfaltata per salire un sentierino nel bosco che conduce alla Torre di Vengore, monolito di pietra, resa grigia dal tempo, che si staglia isolata contro il cielo, esercitando un suo fascino particolare. (ore 0,30 da Roccaverano – progressivo re 5,30)

5° tappa – Vengore / Monastero km 8
Dalla Torre di Vengore si scende sulla strada asfaltata, la si attraversa, e si scende la ripida scarpata per immettersi su sentiero in ripida discesa sul cui lato destro è presente un muro in pietra e un bosco di pini. Arrivati in prossimità di un gelso, si svolta a sinistra per una stradina pianeggiante che attraversa il fianco della collina, ricoperta di fasce abbandonate. Lungo questa stradina si può ammirare un bellissimo esemplare di rovere. Giunti nuovamente sulla strada provinciale per Denice, in località Garroni, la si percorre per un centinaio di metri, per poi abbandonarla per uno strabello sterrato che sale il crinale della collina. Giunti sulla cima della collina lo sguardo spazia sulla valle Bormida di Spigno, con i suoi calanchi di argilla grigia, e sulla sottostante torre di Denice con a fronte la torre di Castelletto d’Erro. Si prosegue per un sentiero in discesa che s’inoltra nel bosco (cippi di confine tra comuni), per svoltare sempre nel bosco a sinistra e raggiungere una strada forestale che porta su una strada sterrata e successivamente sulla strada asfaltata per Denice. Si percorre la strada asfaltata in discesa per un tratto, poi, a evitare l’asfalto, la si abbandona per salire con un sentiero sul crinale posto a sinistra della strada; percorso il crinale si riscende sulla strada asfaltata e la si percorre fino al bivio sulla destra per Case Cova (Croce di legno sulla sinistra infissa in basamento di arenaria scolpita). In questo punto la strada asfaltata curva a destra e abbandona il crinale per scendere verso Denice, noi invece risaliamo il crinale per la strada sterrata che ci porta ad attraversare un bosco e a scendere successivamente alla Frazione di Santa Libera con la sua chiesetta e la vecchia scuola, di proprietà del Comune di Monastero che l’ha adibita a rifugio (Per l’utilizzo occorre richiedere le chiavi al Comune di Monastero Bormida).  Dalla frazione di Santa Libera si continua a scendere verso Monastero percorrendo pochi metri della strada asfaltata, che si lascia a destra per salire verso il crinale con una strada sterrata e ci s’inoltra nuovamente nel bosco, per poi successivamente ridiscendere sulla strada asfaltata che si percorre nuovamente per un breve tratto per raggiungere una curva che svolta a destra, ove si lascia la strada asfaltata per scendere a sinistra per l’antica mulattiera che portava a Monastero Bormida.  Scendendo si giunge nuovamente sulla strada asfaltata che si percorre in discesa, e dopo due tornanti (uno gira attorno a una cascina), a un bivio si svolta a sinistra per pochi metri per riprendere a destra le tracce della vecchia mulattiera, che dopo poco diventa sentiero e s’immette nuovamente sulla strada asfaltata per Monastero Bormida, ove si giunge dopo aver attraversato il fiume sul ponte medioevale.

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1 Commento

  1. Silvia Galliano, lunedì 9 maggio 2016 alle 17:03

    Una delle escursioni più belle ed emozionanti – 7 ore di pura e totale immersione nella natura da condividere con quelli che come me si divertono ad amare ed assaporare la nostra Valle nei suoi colori, profumi e immensità . Una sola, grande critica : dovete assolutamente proporla due volte all’anno, la versione primaverile e una versione autunnale dove sicuramente si assaporano altre sensazioni ed emozioni. Organizzazione perfetta.
    Bravi !

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