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Castello dei Paleologi

Acqui Terme
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Gli imponenti bastioni del Castello si ergono sulla sommità di un colle.
La costruzione ha origini molto antiche: le leggende narrano di una prima struttura eretta già in epoca tardo romana, a presidio di quella strada per Alessandria che si svolge oggi parallela al tracciato dell’antica via “Aemilia Scauri”. Distrutto dagli Unni nel 452 d.C., in età medievale il castello venne riedificato come dimora vescovile per poi essere nuovamente offeso durante l’assedio di Carlo I d’Angiò; acquisito dagli Aleramici, fu conquistato nel 1430 dagli Sforza. Con il ritorno al governo dei marchesi di Monferrato, venne adibito a roccaforte militare, subendo l’assedio spagnolo nel 1647 e quello francese cent’anni dopo. Passò ai Savoia nel ’600 e ’700.
Oggi ospita il Carcere Giudiziario ed il Museo Archeologico Comunale, uno dei più importanti del Piemonte.
Il nuovo allestimento museale risale al 2001 e consente al visitatore di percorrere un itinerario storico dalla preistoria al Medioevo. Le prime sale sono dedicate alla preistoria e alla protostoria, mentre nella successiva sezione romana sono raccolti reperti provenienti da impianti monumentali e residenziali della città, raffinati corredi delle necropoli urbane, sculture e stele funerarie.La sala principale ricorda la vocazione termale e curativa della città di Acqui, presentando la ricostruzione dell’antica fontana della Bollente. Chiude l’esposizione la sezione dedicata al periodo tardo-antico e medievale.
Nell’ampio parco si trova un giardino botanico ed oasi naturale rifugio di uccelli, anfibi e piccoli mammiferi (Birdgarden; Orario: Luglio-Agosto domenica 8.30 -12.30 / 15.00 – 18.00; Maggio-Ottobre lunedì-domenica 8.30 – 12.30; da ottobre il parco è visitabile previa prenotazione lunedì e giovedì 8.30 – 12.30 / 15.00 – 17.00).
Ha sede qui anche il Museo della Biennale Internazionale dell’Incisione (www.acquiprint.it) che contiene circa 3000 opere di calcografia – acquaforte su rame o zinco, acquatinta, silografia in bianco e nero e a colori, maniera nera tradizionale e a berceau, ceramolle, puntasecca, acido diretto, mezzatinta, colofonia, rilievo calcografico, linoleumgrafìa, rotellino, plurilastra, intaglio, bulino. Della collezione fanno parte opere dei maggiori incisori italiani: Barbisan, Beuchat, Calandri, Castellani, Della Torre, Donna, Mastroianni, Spacai, Napoleone, Kantor, Ruggeri, Scano, Locci, Facchinetti, Ferroni, Mezzadra, Menegon, Morena, Missieri, Rampinelli, Aime, Cotugno, Disertori, Quadrio, Turria, Ceschin, Zaiiani. Notevole è anche la collezione di Maestri stranieri. Vi è, inoltre, una sezione dedicata alla raccolta delle lastre incise. Il Museo è sede di una Biblioteca specializzata in Incisione Contemporanea, ricca di cataloghi di Artisti e di trattati. La visita e la consultazione sono su richiesta.

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